Gonfalone di Arpino

Foto di Claudia Reale

Da sempre i Ciociari amano curare le loro tradizioni locali – donando così al Paese un’enorme abbondanza di eventi culturali e tradizioni viventi.

Musica

Che si presenti effettivamente l’occasione per ballare o meno, nella musica popolare svizzera si suona soprattutto musica da ballo.

I canti popolari di Ciociaria hanno in comune il substrato gregoriano della melodia e l’estrema sfrontatezza di questa. L’influenza gregoriana si spiega facilmente col dominio secolare della Chiesa di Roma, cui fu quasi ininterrottamente sottoposta la Ciociaria fino al 1870, e con l’isolamento artistico della regione.

Il canto gregoriano, radicatosi profondamente in Ciociaria dalle origini, non vi fu mai soppiantato da altre correnti musicali: talché si può dire che il gregoriano e la musica sacra in genere siano state l’unica musica conosciuta fino a poco tempo fa dai ciociari, e quindi la sola fonte della loro ispirazione musicale.

Non crediamo che vi siano altri canti popolari in cui l’impronta del gregoriano si sia mantenuta così chiara. Gli stessi canti della Campagna romana, che sono i più vicini ai ciociari, conservano alcuni caratteri della musicalità gregoriana, ma mescolati sovente ad altri di varia provenienza melodrammatica, operettistica e canzonettistica.

La musica popolare in Ciociaria.

Oggi come oggi non è più facile stabilire che cosa sia la musica popolare. La musica fa oramai parte della quotidianità e sono così sfumati un po’ i confini tra i singoli generi.

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Ciociara col mandolino

L’importanza dell’artigianato artistico è legata, in molti luoghi, alla storia del turismo in Ciociaria. I confini tra artigianato, arte popolare e artigianato artistico sono molto sottili.

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Folklore

La Ciociaria è ricca di sagre a carattere gastronomico, ludico e musicale, oltre ad altre feste tradizionali di vario genere.

Sono tuttora molto vive e sentite sia le tradizioni religiose sia quelle legate al mondo agricolo e al folklore. I festeggiamenti in onore dei Santi Patroni, con le processioni, l’esibizione di bande musicali, cantanti e complessi, le luminarie e i fuochi d’artificio, le sagre e i giochi popolari, i palii ed i tornei tra le contrade rappresentano la volontà del popolo ciociaro di preservare intatta l’autenticità della propria cultura contadina nei costumi, nelle musiche, nei riti, nella gastronomia.

Il folklore ciociaro ha avuto largo spazio, non solo a livello internazionale. Gruppi folkloristici ciociari hanno preso parte a grandi eventi, anche fuori dal nostro territorio. Sono contatti che i gruppi folk hanno con le altre nazioni per raggiungere maggiore comprensione ed amicizia tra i popoli della terra natale i numerosi emigrati ciociari sparsi nel mondo.

In occasione delle manifestazioni popolari vengono indossati gli antichi costumi, con le calzature tipiche, le cioce, dalle quali è derivata alla provincia frusinate la denominazione di “Ciociaria”. Fanno parte del folklore ciociaro i canti, sacri e profani, e le danze tipiche come il “salterello”, accompagnate dall’organetto e rallegrate dai genuini piatti della nostra cucina

La musica popolare in Ciociaria.

Oggi come oggi non è più facile stabilire che cosa sia la musica popolare. La musica fa oramai parte della quotidianità e sono così sfumati un po’ i confini tra i singoli generi.

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Ciociara col mandolino

L’importanza dell’artigianato artistico è legata, in molti luoghi, alla storia del turismo in Ciociaria. I confini tra artigianato, arte popolare e artigianato artistico sono molto sottili.

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Artigianato

L’artigianato in terra ciociara ha rappresentato sempre, fin dai tempi dell’antica Roma e fino all’ultimo dopoguerra, un’attività produttiva di prima necessità.

Lungo i vicoli dei centri storici dei nostri paesi, le botteghe degli artigiani sono sempre state fiorenti ed hanno rappresentato un importante settore dell’intero tessuto economico del territorio. Sebbene l’avvento della produzione industriale abbia inflitto un duro colpo a quella artigianale, oggi operano ancora diverse attività, che hanno assunto una valenza artistica, molto ricercata dai consumatori più attenti.

Molto sviluppata, soprattutto nella zona di Sora, è l’industria del mobile, aramai affermata a livello nazionale, ma che racchiude comunque una componente artigianale, che si esprime nei pregevoli intarsi fatti a mandai bravissimi falegnami intagliatori, Che operano da secoli nella zona. Nel Centro Fieristico di Sora, ogni anno, si svolgono delle mostre mercato del mobile industrial artigianale, che richiamano sempre un gran numero di visitatori.

Il legno è la materia prima per la realizzazione di diversi utensili, soprattutto attrezzi agricoli, che richiamano la tradizione contadina della nostra terra, ed altri oggetti ancora in uso nelle case moderne: mestoli, cucchiai, contenitori per alimenti, come le tipiche “scifette”, vassoietti in legno tradizionalmente utilizzati come piatti per fettuccine, gnocchi e polenta. In molti centri della provincia vengono realizzati a mano cesti, canestri, sporte in vimini e vinchio, oltre alle tradizionali sedie di legno rustico e paglia intrecciata.

Un’altra produzione di notevole rilievo è quella del ferro battuto, principalmente concentrata a Veroli, dove ogni due anni si tiene la Biennale del ferro battuto, alla quale partecipano gli artigiani provenienti da tutto il paese e dall’estero che, durante la manifestazione, forgiano il metallo direttamente sotto gli occhi del visitatore.

Le creazioni più ricercate sono letti, lampadari, cancellate, ringhiere. Altro metallo lavorato per la produzione di oggetti tradizionali è il rame, che viene forgiato in diverse forme e per diversi scopi. L’oggetto in rame per eccellenza, che incarna il simbolo della terra di Ciociaria, è il “concone”, recipiente utilizzato un tempo dalle donne per attingere l’acqua, cui oggi è attribuita una funzione squisitamente ornamentale. Un’altra attività produttiva, tra l’industria e l’artigianato, è quella della lavorazione dei marmi estratti dalle cave locali, in particolare quelle di Coreno Ausonio, il cui marmo noto come il “Perlato Royal”, è molto richiesto dal mercato internazionale. Grazie alla bravura dei marmorai ciociari, veri e propri scultori della pietra, particolarmente presenti nella Val di Comino e nella zona di Anagni per quanto concerne la lavorazione del travertino, vengono realizzati manufatti pregevoli destinati a valorizzare esteticamente gli interni e gli esterni di edifici e costruzioni.

Tra le forme di artigianato artistico, non si possono non citare i pregevoli ricami realizzati dalle mani abili delle donne ciociare. Purtroppo, questo tipo di attività, tramandata di madre in figlia, va quasi scomparendo, e sono sempre meno coloro che praticano questo tipo di lavorazione, ma ciò ha contribuito ad incrementare il valore dei capolavori realizzati: lenzuola, tovaglie, asciugamani e quant’altro destinato a costituire il prezioso corredo di una sposa, vengono ancora oggi impreziositi da ricami, su commissione, il più delle volte presenti negli istituti di Boville Ernica, Veroli, Arpino, Isola del Liri.

Molti dei pregiati paramenti sacri ricamati a mano vengono ancora oggi realizzati ad Anagni, la città dei papi.

Va ricordata la lavorazione del cuoio, un tempo destinata alla produzione delle “ciocie”, altra icona, insieme al concone, della tradizione ciociara. Si tratta di rudimentali calzature indossate dai contadini ciociari, formato da un plantare di cuoio legato, dalla caviglia al polpaccio, con stringhe sottili. Un tempo scarpe dei poveri, oggi rappresentano il souvenir più famoso della Ciociaria.

Artigianato tessile.

Il tradizionale artigianato tessile in Ciociaria narra una storia di successi e crisi, di un mondo luccicante e di lati in ombra. Oggigiorno poco ricorda ancora lo splendore di tempi passati.

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L’artigianato tradizionale – Artisti e abilità.

L’importanza dell’artigianato artistico è legata, in molti luoghi, alla storia del turismo in Ciociaria. I confini tra artigianato, arte popolare e artigianato artistico sono molto sottili.

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Usanze popolari lungo le stagioni

Per quanto riguarda le manifestazioni di carattere culturale presenti in Ciociaria, tra le numerose che vengono organizzate ogni anno, ricordiamo il “Liri Blues” e “Atina Jazz”, il “Certamen Ciceronianum” ad Arpino, il “Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale” ad Anagni, i “Fasti Verulani – Festival del teatro di strada” a Veroli.

Liri Blues è una manifestazione di prestigio che ormai è diventata un appuntamento annuale di riferimento. Personalità straordinarie della scena musicale sono sempre più numerose. La Piazza Boncompagni, che ospita una grande marea di visitatori, nelle varie edizioni ha visto la partecipazione di autorevoli Bands.

Novità degli ultimi anni è quella di un Liri Blues itinerante, infatti alcune serate si svolgono in altri centri della provincia. Atina Jazz è una manifestazione musicale che ospita personaggi di calibro internazionale. Tutti i più grandi interpreti del jazz si sono esibiti ad Atina, attirando così l’interesse di un vasto pubblico.

I Fasti Verulani riescono a ricreare un rapporto magico tra artisti e la gente. La manifestazione, che si svolge nella prima settimana di agosto, è diventata un marchio inconfondibile di una rassegna, unica nel panorama del Festival del teatro di strada italiani. Altre importanti manifestazioni che si svolgono in provincia sono: Il Festival Internazionale “Ernico – Simbruino” con una serie di concerti in varie località, concerti di musica classica tenuti da artisti e orchestre di fama internazionale per la rassegna “Soraclassica”, il Festival Internazionale “Severino Gazzelloni” a Roccasecca, con rassegna di concerti di musica classica nel corso della quale vengono assegnate borse di studio a giovani flautisti.

Usanze in estate e autunno.

Sono poche le tradizioni ad avere carattere extraregionale o addirittura nazionale. La maggior parte delle usanze ha radici locali – esse caratterizzano così la varietà del paesaggio culturale ciociaro.

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Usanze in inverno e in primavera – il periodo delle numerose feste.

Nei mesi invernali e primaverili ci sono usanze legate al calendario più antiche di quelle estive. Questo è dovuto soprattutto al fatto che in estate il lavoro dei contadini è sempre stato maggiore e in inverno le persone avevano, semplicemente, più tempo.

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Specialità tipiche di cucina e cantina

Per quanto riguarda le manifestazioni di carattere culturale presenti in Ciociaria, tra le numerose che vengono organizzate ogni anno, ricordiamo il “Liri Blues” e “Atina Jazz”, il “Certamen Ciceronianum” ad Arpino, il “Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale” ad Anagni, i “Fasti Verulani – Festival del teatro di strada” a Veroli.

Liri Blues è una manifestazione di prestigio che ormai è diventata un appuntamento annuale di riferimento. Personalità straordinarie della scena musicale sono sempre più numerose. La Piazza Boncompagni, che ospita una grande marea di visitatori, nelle varie edizioni ha visto la partecipazione di autorevoli Bands. Novità degli ultimi anni è quella di un Liri Blues itinerante, infatti alcune serate si svolgono in altri centri della provincia. Atina Jazz è una manifestazione musicale che ospita personaggi di calibro internazionale. Tutti i più grandi interpreti del jazz si sono esibiti ad Atina, attirando così l’interesse di un vasto pubblico. I Fasti Verulani riescono a ricreare un rapporto magico tra artisti e la gente. La
manifestazione, che si svolge nella prima settimana di agosto, è diventata un marchio inconfondibile di una rassegna, unica nel panorama del Festival del teatro di strada italiani. Altre importanti manifestazioni che si svolgono in provincia sono: Il Festival Internazionale “Ernico – Simbruino” con una serie di concerti in varie località, concerti di musica classica tenuti da artisti e orchestre di fama internazionale per la rassegna
“Soraclassica”, il Festival Internazionale “Severino Gazzelloni” a Roccasecca, con rassegna di concerti di musica classica nel corso della quale vengono assegnate borse di studio a giovani flautisti.

Piatti tipici della cucina.

La Ciociaria culinaria è un paese della Cuccagna interamente da scoprire e completamente diverso da una località all’altra. Accanto ad alcuni piatti nazionali, infatti, il menu prevede soprattutto specialità comunali.

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Prodotti tipici delle cantine.

La Ciociaria conta oltre 200 varietà di viti, tra cui non meno di 40 rarità locali antichissime che non si trovano praticamente da nessun’altra parte al mondo. Per riuscire a godere di queste gocce nobili bisogna compiere un viaggio in Ciociaria – infatti solo l’1-2% circa dei vini ciociari viene esportato. Vigneti piccoli e pendii molto ripidi complicano e limitano la produzione. Al posto della quantità si investe quindi nella qualità – e diversi riconoscimenti sembrano premiare questa scelta.

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