Nel cuore di Alatri, la Chiesa di Santa Maria Maggiore rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura romanico-gotica del Lazio. Edificata nel V secolo sulle vestigia di un antico tempio dedicato a Venere, la chiesa ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni che ne hanno plasmato l’attuale aspetto. In particolare, nel XIII secolo, maestranze borgognone hanno apportato radicali modifiche, conferendo alla struttura le caratteristiche gotiche oggi visibili.
La facciata monocuspidata colpisce per la sua sobrietà ed eleganza, dominata da un rosone centrale del XIV secolo, il cui traforo è arricchito dal motivo trilobo, simbolo della Trinità. Le tre porte d’accesso presentano lunette affrescate; in particolare, quella centrale conserva una raffigurazione della Madonna col Bambino risalente al tardo XIV secolo. Il campanile, aggiunto nel 1394, originariamente culminava con una cuspide, crollata durante il terremoto del 1654.
L’interno della chiesa è suddiviso in tre navate da possenti pilastri, creando un’atmosfera di austera solennità. Tra le opere d’arte custodite, spicca la “Madonna di Costantinopoli”, un gruppo ligneo policromo del XIII secolo che rappresenta un capolavoro dell’arte romanica. Degno di nota è anche il “Trittico del Redentore”, opera di Antonio di Alatri, datata alla prima metà del XV secolo, che raffigura Cristo benedicente affiancato dalla Vergine col Bambino e San Sebastiano. Il fonte battesimale, risalente al XIII secolo, presenta tre telamoni scolpiti che originariamente sorreggevano una colonna candelabro, successivamente adattata a fonte battesimale con l’aggiunta di un catino superiore.
Visitare la Chiesa di Santa Maria Maggiore significa immergersi in un percorso storico-artistico che abbraccia oltre un millennio, testimoniando la profonda devozione e l’abilità artistica delle generazioni che hanno contribuito alla sua realizzazione e conservazione.