Museo dell’Archeologia Industriale della Lana

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Fin dall’epoca romana, Arpino si  distinse come centro laniero di grande importanza. Diffusissima era la produzione artigianale, organizzata all’interno delle famiglie che ospitavano telai ed arcolai tra le mura domestiche.

Ma è a partire dal Settecento che questa attività assunse carattere industriale, proiettando la città tra i principali centri di produzione di tessuti in lana a livello italiano ed europeo.

Al principio del XVIII secolo, infatti, l’arrivo in Arpino del tecnico francese Baduel, invitato dall’imprenditore laniero Filippo Quadrini, insieme ad altre maestranze esperte provenienti dall’Olanda e dall’Inghilterra, pose le basi per la creazione dei primi lanifici operanti su vasta scala.

L’importazione di tecnologie e conoscenze dai Paesi europei leader nella produzione laniera, unitamente ad una salda tradizione nel settore, formarono il trampolino di lancio per un’industria che, in breve tempo, vide prosperare numerosissimi lanifici, e raggiungere ottimi standard di produzione, al punto che, nel 1744 Carlo III di Borbone ritenne opportuno visitare personalmente le fabbriche arpinati, con il conferimento ad alcune di esse del titolo di “regio lanificio”.

La produzione era organizzata sul lavoro autonomo di tipo artigianale ma, soprattutto, sul lavoro dipendente, svolto a domicilio per conto di mercanti-imprenditori, secondo lo schema più tipico dell’industrializzazione europea.  Nel 1850, prosperavano in città ben trentadue lanifici, e dei 15.000 abitanti della città oltre la metà trovava occupazione nell’ industria laniera. I prodotti arpinati venivano esportati ovunque, ricevendo attestati di merito e riconoscimenti per l’alta qualità. Il sistema produttivo arpinate venne sostenuto dalla politica protezionistica attuata durante il periodo francese e poi dal Regno delle Due Sicilie.

L’unificazione italiana, il mutamento della politica economica del nuovo Stato unitario, con la fine della protezione doganale, insieme allo spostamento dell’asse degli interessi economici nazionali verso il Nord segnarono il tramonto dell’industria arpinate. I primi del Novecento videro la chiusura di molti lanifici, gli ultimi dei quali cessarono la produzione nel Secondo Dopoguerra.

Il Museo dell’Arte della Lana costituisce una testimonianza preziosa di questa vicenda industriale,  parte fondamentale della storia e dello sviluppo cittadini. Esso conserva ed espone le attrezzature d’epoca provenienti dall’antico lanificio Diodati, e ricostruisce in un percorso storicamente documentato le fasi della produzione.

I macchinari esposti sono: uno sfioccatore, tre cardatrici, una ritorcitrice, un orditoio, quattro telai. Insieme ad essi, sono conservate le polveri originali per la tintura dei tessuti: un’arte, questa, molto importante per Arpino dove, durante gli anni d’oro dell’industria laniera, venne addirittura istituita una scuola per l”nsegnamento delle tecniche di tintura.

Un’accurata documentazione storica ed iconografica, curata da esperti nel settore, completa la dotazione del museo.

 

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Contatti

Arpino, Frosinone, Italy

0776848535

Caratteristiche
Adatto per

Gruppi, Individuale, Coppie, Famiglie

Stagione indicata

Primavera, Estate, Autunno, Inverno

Prezzo a persona

Non specificato

Lingue disponibili

Italiano

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  • 2024-04-11 23:43 ora locale

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