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Roccia dei tedeschi

Strada Regionale 509 Di Forca D'acero, 03046 San Donato Val di Comino FR, IT

Per raggiungere questo luogo, devi inoltrarti nei boschi sopra San Donato: da Largo Lago, salendo lungo l’antica strada per gli Abruzzi, dopo circa un chilometro, raggiungi i ruderi di antichi stazzi, all’altezza del bivio “due vie”.

Procedi verso sinistra e inoltrati nel bosco misto, in mezz’ora avrai raggiunto la Roccia dei Tedeschi. Davanti a te potrai ammirare tutta la Val di Comino, le Gole del Melfa, il Monte Cairo e scorci di Abruzzo.

La posizione così strategica di questo luogo è stata sfruttata dalle truppe tedesche che durante la Seconda Guerra mondiale si sono accampate su queste montagne tra l’autunno del 1943 e la primavera 1944, come retrovia del fronte di Cassino.

Qui non si sono combattute guerre, ma la zona era un luogo sicuro per i tedeschi, da cui potevano controllare il territorio circostante, dove potevano rifugiarsi, spostarsi senza essere esposti agli attacchi nemici, e rifornire del necessario i compagni impegnati in prima linea.

I soldati hanno approfittato della manualità degli scalpellini di San Donato per farsi costruire cunicoli sotterranei e torrette di avvistamento. Scendevano nella piazza del paese e ingaggiavano gli artigiani in cambio di cibo e denaro.

Racconta Cesidio Cugini, figlio di Gaetano, mastro scalpellino, che nei primi giorni del 1944, il padre è stato chiamato dalla Casa del Fascio di San Donato dai soldati tedeschi: lavorando nelle cave di alabastro a Roma, era esperto nei lavori di estrazione e taglio delle pietre dure, e così era stato scelto per creare una postazione militare a Monte Pizzuto.

Il suo compito era di creare aperture, gallerie e magazzini per ospitare soldati e munizioni.

Insieme a Gaetano è stato incaricato anche il figlio Cesidio, che all’epoca aveva 16 anni e stava imparando il mestiere, e Filippo Baccari, un cavatore. Si incontravano ogni mattina alle 7 e arrivavano sul luogo dei lavori con un autocarro.

Il progetto era del genio militare, e i tre operai, coordinati da due soldati di Bolano, Taddeo ed Eduardo, usavano martelli pneumatici collegati con un compressore. Il lavoro di fino è stato fatto a mano da Cesidio, con punta e mazzetta da tre kg.

La giornata finiva alle 17, e quando i tedeschi li riaccompagnavano in città, davano loro pane nero, formaggio liquido con cipolla fresca, carote secche, burro e marmellata.

Il lavoro è durato un mese, e per ogni giorno di lavoro, oltre al cibo, i tre uomini hanno ricevuto 33 lire a persona.

Quando gli alleati sono riusciti a far cadere il fronte tedesco di Cassino, sono arrivati a San Donato i neozelandesi, e hanno occupato i territori che prima erano in mano ai nemici. I tedeschi sono scappati a nord, ma hanno lasciato i loro oggetti, personali e militari, tra cui scodelle per il cibo e munizioni.

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  • Strada Regionale 509 Di Forca D'acero, 03046 San Donato Val di Comino FR, IT

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