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Miniere di Ferdinando II di Borbone

San Donato Val di Comino, FR, IT

Circondato da panorami immensi, boschi profumati e antiche leggende, stai per scoprire un altro tesoro nascosto nel cuore della Val di Comino.

Cosa ti serve per questa nuova avventura? Scarpe e abbigliamento da trekking, acqua e una torcia frontale.

Stai per conoscere le reali miniere borboniche!

Incastonate tra Monte Calvario e Forca d’Acero ci sono ben cinque gallerie sotterranee, due pozzi, uno scavo a cielo aperto e un deposito di materiale roccioso.

Le miniere risalgono al 1853, quando Ferdinando II di Borbone ne ha ordinato l’apertura perché gli inglesi volevano impossessarsi delle risorse naturali del Sud Italia. Grazie ad un ingente investimento economico, si sono creati i distretti minerari in Terra di Lavoro e Calabria Ulteriore.

Grazie al contributo del famoso geologo Gaetano Tenore, che ha individuato interessanti giacimenti di limonite e bauxite, di ufficiali, minatori e ingegneri, nel maggio del 1853 sono iniziati i lavori nelle miniere.

I siti più promettenti erano su Monte Cunnola (l’attuale Monte Calvario, a San Donato) e su Monte Omo (a Campoli).

Il materiale estratto veniva portato ad Atina, dove veniva fuso in un altoforno. I lavori di quest’industria metallurgica sono andati avanti per sette anni, e si sono bloccati con la fine del Regno delle Due Sicilie, nel 1860.

Oggi puoi entrare nelle cavità, ma attenzione! Sono popolate da colonie di pipistrelli. Si tratta della specie chiamata “Ferro di cavallo minore”, signore incontrastato delle miniere reali.

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