Quando gli alberi si ricoprono di foglie colorate, si svolgono le feste del vino e le specialità stagionali come la zucca e le castagne compaiono sulla sua tavola, sappiamo che l'autunno è arrivato. Anche le escursioni sono particolarmente piacevoli in questo periodo. Le temperature miti e la vista sulla nebbia attirano gli escursionisti in montagna. Scopra subito la stagione più colorata della Ciociaria.
Costruito all’inizio del XIII secolo, fu distrutto. Diversi papi e imperatori, tra cui l’imperatore Federico II, soggiornarono nel Palazzo prima che fosse venduto a Bonifacio VIII nel 1230. La Sala delle Oche, la Sala del Giubileo e la Sala degli Scacchi sono tra le stanze più importanti del Palazzo, in quanto presentano affreschi, dipinti, opere d’arte e mobili di valore. Lo studio d’arte Gismondi, commissionato dal Maestro Tommaso Gismondi negli anni ’70 e tuttora accessibile, è ospitato nel Palazzo dei Canonici, una bellissima struttura a lato dell’antica Cattedrale. Sculture di tutti i generi e temi, monete, medaglie, bozzetti, dipinti e disegni sono tra le opere esposte nel palazzo.
La leggendaria e maestosa Certosa di Trisulti fu fondata nel 1204 da Papa Innocenzo III e affidata ai monaci certosini dal 1208, immersa nel verde di boschi secolari. I monaci cistercensi della Congregazione di Casamari hanno preso il loro posto nel 1947. La chiesa contiene preziose opere d’arte, un’antica Farmacia del XVII secolo, giardini, un refettorio, un enorme chiostro e un piccolo chiostro con l’antico cimitero dei monaci. È possibile visitarli anche all’interno.
La Mamma Ciociara, un’opera creata a Carrara dall’artista Andreani nel 1964, si trova su una terrazza panoramica a Castro dei Volsci, un tipico insediamento medievale.
Il Conestabile Filippo Colonna III ha rinunciato alla sua autorità sul denaro, che in precedenza era Castrum Castri o Castrum S. Filippo Colonna III, e il nome è relativamente recente, essendo stato istituito nel 1816. Petri è il nome di un personaggio di questa storia.
La Valle del Sacco è da tempo un sito di importanza storica, con numerosi eventi che risalgono al Paleolitico superiore. Inoltre, si possono trovare numerose testimonianze del periodo pre-romano, romano e altomedievale. La terra è ricca e ha un clima piacevole, con dolci pendii e terrazze, ed è attraversata dal fiume Sacco, un’importante via di comunicazione che scorre dai Monti Prenestini attraverso l’intera valle fino alla sua confluenza con il fiume Liri a sud-est di Ceprano…
Nel catasto del 1581, la torre è elencata come Civitas Ciceroniana, che si trova sulla cosiddetta Acropoli di Arpino. Si pensa che la famiglia di Cicerone, ereditata da Quinto, fratello del famoso scrittore, vivesse nell’antico villaggio circondato da mura ciclopiche. Stampe e opere del Maestro di Caravaggio, Giuseppe Cesari, noto come Cavalier d’Arpino, possono essere ammirate nella Casa di Giuseppe Cesari della Galleria Cesari.
L’Académie Vitti è stata, fino al 1914, uno degli atelier d’arte privati più vivaci di Parigi.
Fondata nel 1889 al 49 di Boulevard du Montparnasse, su iniziativa di Cesare Vitti, di sua moglie Maria Caira e delle sue sorelle Anna e Jacinta, tutte e quattro ex modelle, l’Académie Vitti annoverò tra i suoi insegnanti, durante i suoi venticinque anni di attività, alcune delle figure più importanti della scena artistica internazionale dell’epoca, come Paul Gauguin, Luc-Olivier Merson, Jacques-Émile Blanche, Hermenegildo Anglada Camarasa e Kees van Dongen.
I suoi insegnanti insegnavano a giovani artisti provenienti da diverse nazioni, dall’Europa e dall’America Latina, e soprattutto a pittrici e scultrici provenienti dal Nord America.
Una peculiarità di questa scuola di disegno e pittura era, infatti, l’ammissione gratuita delle allieve, che potevano esercitarsi con modelle nude in quell’ambiente.
Le fotografie, le cartoline, i disegni e gli schizzi in mostra documentano le vicissitudini delle scuole private di pittura a Parigi, tra cui l’Académie situata al ’49 Boulevard du Montparnasse’, in un momento cruciale dell’arte moderna, ossia nel periodo tra la fine del XIX secolo e il secondo decennio del secolo scorso.
La storia del Castello di Fumone ha origini oscure e antiche. Fin dai tempi più antichi, Fumone fu un importante punto di avvistamento e di comunicazione.
La collina di 800 metri di altezza in cui si trova Fumone è di straordinaria importanza strategica, una posizione geografica che domina l’intera valle del Sacco e la strada principale che collegava Roma e Napoli: la via Latina.
Il nome Fumone deriva dall’antica funzione di comunicazione tramite segnali di fumo, segnali che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma.
Appartenente agli Ernici (una popolazione antichissima che viveva nell’alta Ciociaria nelle città di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli), si dice che Fumone sia stato un luogo di rifugio per il re Tarquinio il Superbo, cacciato da Roma e in cerca di alleanze.
In seguito Fumone ebbe un’importanza militare per i Romani nella Guerra del Sannio, quando i Sanniti erano posizionati vicino a Sora (zona visibile dal castello) e tennero a lungo sotto scacco le legioni.
Ma fu soprattutto durante l’invasione di Annibale che Fumone giocò un ruolo chiave. I Romani ne fecero uso quando il generale cartaginese, dopo essersi stabilito a Capua (zona visibile dal castello), decise improvvisamente di puntare su Roma marciando lungo la via Latina (visibile dal castello per un tratto di 50 km).
L’importanza militare di Fumone continuò nel corso delle guerre civili tra Mario e Silla e tra Cesare e Pompeo. Anche allora, possedere Fumone significava per i generali non solo osservare il nemico, ma soprattutto comunicare con le legioni e coordinarle a grande distanza.
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