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Frosinone

Frusĭno (questo il nome latino) era all'epoca abitata dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli Ernici.

Il nome preromano della città sarebbe Frusna, l’etimologia del quale è controversa; tuttavia si sono tentate varie ipotesi: una prima farebbe derivare il nome dalla radice del greco πόρτις (portis: giovenca); una seconda, osservando l’assonanza con radici etrusche, ricollega il nome ad un’ipotetica gens etrusca Fursina (o anche, Frusina o Prusina); a queste tesi se ne è affiancata una più recente, che basandosi sui legami tra le civiltà italiche preromane, ed in particolare quella etrusca, con i popoli accadico-sumeri, ipotizza influenze analoghe anche per i toponimi: stando a ciò Frusna avrebbe il significato di “terra irrorata dai fiumi”.

Frosinone fu più volte distrutta durante le invasioni barbariche e rimase sempre dipendente dalla Roma papale; la sua funzione era principalmente agricola.

Nel duecento furono gli anagnini a tentare di imporre il loro dominio, ma Frosinone aveva dalla propria l’appoggio papale, che rese inoffensivi i nobili di Anagni. Dal XIII secolo fu saltuariamente sede del rettore di Campagna e Marittima, assieme ad altre città della provincia pontificia come Ferentino, Anagni e Priverno. Agli inizi del XIV secolo la città fu dominata dalla vicina e potente Alatri, a sua volta conquistata da Francesco de Ceccano e dalle sue truppe ceccanesi per un trentennio. La città dovette subire un disastroso terremoto nel 1350.

Già capoluogo di “Campagna e Marittima”, nel 1926 divenne capoluogo di Provincia e poi sede di Prefettura.

Grande sviluppo ha avuto Frosinone a partire dagli anni ’60: la sua economia agricola e commerciale si è mutata in industriale con stabilimenti di importanza nazionale, posti lungo le grandi assi di comunicazione. Il centro storico si sviluppa sulla collina, dove domina il Palazzo della Prefettura. Interessanti reperti archeologici sono conservati nel museo comunale, mentre ai piedi della collina sono stati rinvenuti i resti di un anfiteatro romano.

Proprio per queste origini antichissime possiamo ricollegare ai saturnali romani e quindi ai riti della fertilità, la festa carnevalesca della “Radeca” (foglia d’agave, simbolo di fecondità). Festa che si è poi rivestita di altri significati (lotta per la libertà) con la personificazione del generale francese Championnet nel re del Carnevale che finirà bruciato. Tra i monumenti, S.Maria dell’XI secolo (ricostruita) con l’annesso campanile quadrato di origine romanica.

Stemma

Gonfalone

Meteo oggi

Dati sul comune

Altitudine: 291mt
Superficie: 46,85 km²
Abitanti: 43.142 (2024)
Patrono: Santi Ormisda e Silverio
Giorno festivo: 20 Giugno
Comuni confinanti: Alatri, Arnara, Ceccano, Ferentino, Patrica, Supino, Torrice, Veroli

Info

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